Sanzioni internazionali e compliance: le sfide dell’attualità geopolitica.
Durante i panel della mattinata è stato affrontato un altro tema estremamente interessante che, in forza dei mutamenti dello scenario geopolitico mondiale, impone agli operatori della compliance un aggiornamento costante dei presidi di controllo: le sanzioni internazionali.
Il panel, curato da KPMG Advisory S.p.A. e moderato dal Dott. Andrea Barnaba, Partner della business unit “Governance, Risk & Compliance” di KPMG e dal Dott. Michele Valeriani, Group Chief AFC Officer di Generali, ha visto il confronto tra professionisti del mondo bancario e assicurativo come la Dott.ssa Arianna Rovetto (Group Head of AML, Banco BPM), il Dott. Gervasio Cicoria (Group Head of AFC Risk Assessment and Controls, Generali) e il Dott. Valerio Cencig (Head of Compliance Digital Transformation, Intesa Sanpaolo), i quali hanno condiviso approcci ed esperienze utili per garantire l’effettività dei controlli.
Dal confronto, è emersa con chiarezza l’urgenza, per gli intermediari finanziari, di dotarsi di modelli organizzativi in grado di rispondere con efficacia a un quadro normativo sempre più articolato e in continua evoluzione come dimostra, ad esempio, l’obbligo introdotto dalle recenti linee guida EBA di includere nei modelli di risk assessment anche il rischio di proliferazione di armi di distruzione di massa; un rischio forse meno noto, ma strategicamente rilevante.
Negli ultimi anni sono aumentati i volumi e le tipologie di misure restrittive, nonché l’ammontare delle sanzioni pecuniarie per coloro che non adottano controlli efficaci, rendendo necessario il rafforzamento delle strategie di compliance.
La proposta è quella di adottare un vero e proprio Sanctions Compliance Model che prevede funzioni dedicate, procedure codificate, strumenti di screening e monitoraggio, valutazioni periodiche del rischio, formazione del top management e coinvolgimento attivo del board.
Un ruolo cruciale è attribuito anche alla tecnologia, in quanto l’adozione di strumenti avanzati basati sull’intelligenza artificiale è considerata un fattore determinante per aumentare l’efficienza nei processi di screening. L’approccio più efficace, tuttavia, rimane quello ibrido, in cui l’IA lavora in sinergia con l’operatore umano (c.d. approccio four eyes), combinando algoritmi, regole e supervisione consapevole, con attenzione alla spiegabilità dei processi e delle risultanze.
In relazione ai processi di screening in ambito sanzionatorio è, peraltro, risultata di particolare interesse la soluzione illustrata da SGR Compliance, basata su una pipeline operativa che, in meno di 60 minuti, consente di raccogliere gli aggiornamenti intervenuti sulle liste sanzionatorie, aggregare gli elementi identificativi, collegare gli aggiornamenti ad un medesimo soggetto e fornirli in modo strutturato e tempestivo all’utente, in conformità agli obblighi normativi in materia.