Calcio professionistico e AML

31.08.26

Dal 10 luglio 2029 il nuovo quadro europeo antiriciclaggio estenderà specifici obblighi AML al calcio professionistico. Per club e agenti, i prossimi tre anni rappresentano il tempo utile per definire processi, responsabilità e strumenti adeguati alle caratteristiche del settore.

Il calcio professionistico è un ecosistema complesso: club, agenti e intermediari, investitori, sponsor, società collegate e altre controparti possono essere coinvolti in operazioni che attraversano organizzazioni e giurisdizioni differenti.

Con l’applicazione del Regolamento (UE) 2024/1624 – AMLR, dal 10 luglio 2029 anche il settore sarà direttamente interessato da nuovi obblighi antiriciclaggio.

Per le organizzazioni coinvolte, però, il punto non è semplicemente arrivare preparate alla scadenza normativa. È utilizzare il tempo disponibile per costruire un presidio che possa inserirsi concretamente nei processi del calcio professionistico.

Dal controllo della controparte a un presidio AML

Conoscere una controparte non significa soltanto verificarne il nome.

A seconda del rischio e dell’operazione, un processo di due diligence può richiedere di identificare e verificare la controparte e il titolare effettivo, comprenderne il profilo di rischio e verificare la presenza di elementi rilevanti, ad esempio collegamenti con PEP, sanzioni o informazioni negative provenienti da fonti aperte.

E la verifica iniziale è solo una parte del processo.

Un presidio AML richiede di combinare quattro capacità:

VERIFICARE → VALUTARE → MONITORARE → DOCUMENTARE

  • Verificare le informazioni disponibili.
  • Valutare il rischio sulla base di criteri definiti.
  • Monitorare nel tempo eventuali cambiamenti rilevanti.
  • Conservare evidenze e valutazioni affinché il processo decisionale sia ricostruibile.

In altre parole, lo screening è uno strumento del presidio, non il presidio stesso.

Il calcio non deve partire da zero

Da questo punto di vista, il settore ha un vantaggio importante.

Processi di due diligence, screening, monitoraggio e gestione delle evidenze sono già consolidati da anni nei settori soggetti alla normativa antiriciclaggio. Esistono quindi competenze, metodologie, dati e tecnologie sulle quali costruire, adattandoli alle caratteristiche specifiche del calcio professionistico.

Per Dataware questo significa mettere a disposizione del settore l’esperienza maturata in oltre vent’anni nella raccolta e nell’elaborazione di dati e informazioni a supporto dei presidi AML, insieme a strumenti tecnologici che consentono di utilizzarli nei processi di verifica e monitoraggio.

L’obiettivo non è trasferire semplicemente al calcio modelli sviluppati per altri settori, ma partire da un patrimonio già disponibile per costruire processi proporzionati ai rischi, alle controparti e alle operazioni che caratterizzano questo mercato.

Tre anni per costruire il presidio

Il 10 luglio 2029 rappresenta quindi un punto di arrivo.

Il percorso può iniziare prima: dalla mappatura delle operazioni e delle controparti rilevanti, alla definizione delle responsabilità interne e delle procedure, fino alla scelta delle informazioni e degli strumenti necessari per effettuare verifiche, monitorare le variazioni e documentare le decisioni.

È un percorso che richiede visione, capacità di anticipare il rischio e processi che funzionino anche nella pratica.

Concetti familiari al calcio, anche se questa volta la partita si gioca su un altro terreno.

Dataware all'evento “Il Calciomercato – International Transfer Market”

Questi temi saranno al centro del panel “L’evoluzione del Player Trading e la gestione del rischio: come costruire presidi efficaci tra AML, sanzioni e verifica delle controparti”, in programma il 31 agosto 2026 a Roma, nell'ambito de Il Calciomercato – International Transfer Market.

Dataware parteciperà al confronto portando la propria esperienza nell'utilizzo di dati, screening, adverse media e monitoraggio a supporto di valutazioni AML documentabili e della gestione dei rischi connessi alle controparti.

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