Approfondimento
I datapoint come motore della proattività
RegTech, machine learning e tecnologie affini non si limitano ad automatizzare i controlli, ma consentono di anticipare il rischio, identificando connessioni, pattern e comportamenti anomali prima che si traducano in frodi o violazioni AML.
La loro efficacia dipende dalla qualità, tempestività e strutturazione dei dati che alimentano l’intero ecosistema di compliance.
Nel suo intervento, Valentina Gilberti ha approfondito il ruolo dei dati come leva centrale per una compliance predittiva e tempestiva, fondata su due dimensioni chiave:
- Collegamenti
- Tempestività
1. Collegamenti — Mettere in relazione i dati per identificare schemi di rischio
La tecnologia può supportare in modo decisivo la gestione e l’analisi dei dati, ma solo se questi sono qualitativi sin dall’origine, a partire dalla fase di onboarding.
Gilberti ha spiegato che le tecnologie RegTech e AI esprimono il loro pieno potenziale solo se alimentate da dati organizzati, verificati e arricchiti con informazioni contestuali e temporali.
Ha evidenziato i limiti degli approcci basati sul “web crawling” puro, utilizzato da alcuni provider per raccogliere a strascico grandi quantità di informazioni dal web: dati puntuali spesso privi di contesto, che trasferiscono all’utente l’onere di interpretare, correlare e verificare le informazioni, richiedendo tempo e risorse significative. Un metodo che, oltre a produrre una fotografia parziale e statica del rischio, opera solo su fonti indicizzate, rischiando di tralasciare elementi informativi potenzialmente rilevanti ai fini AML
> Oltre 20 anni di informazioni
Una metodologia AML realmente efficace, invece, trasforma gli eventi informativi in datapoint strutturati, dotati di identificatori univoci, storicità e relazioni esplicite. In questo ambito, SGR Compliance si distingue per la banca dati proprietaria sviluppata da oltre vent’anni, costruita su layer informativi multipli che garantiscono profondità, coerenza e precisione nell’attribuzione dei dati.
Questa architettura consente di collegare informazioni provenienti da fonti eterogenee, di ricostruire l’evoluzione dei soggetti nel tempo e di fornire agli algoritmi una base informativa solida, contestualizzata e verificabile, indispensabile per rendere i controlli AML realmente predittivi ed efficienti.
> Human intelligence
Nel contesto della selezione e validazione dei dati, l’integrazione della human intelligence garantisce un controllo qualitativo che le sole tecnologie automatiche non possono assicurare. Gli analisti valutano la pertinenza, l’affidabilità e la coerenza delle fonti, individuando incongruenze e rimuovendo informazioni non rilevanti.
Questo intervento umano è fondamentale per validare i collegamenti generati dai sistemi di entity resolution, assicurando che i dati finali siano verificati, contestualizzati e realmente utili ai processi AML e antifrode. L’”Entity resolution” consente infatti di collegare e riconciliare in modo univoco le informazioni riferite a uno stesso soggetto, anche quando provengono da fonti diverse o da periodi differenti. In questo modo si evitano duplicazioni e ambiguità dovute a omonimie o dati incompleti, si riduce il numero di falsi positivi e si ricostruisce una biografia informativa coerente, continua e verificabile del soggetto analizzato.
> Applicazioni
Grazie a dati verificati, strutturati e collegati, le soluzioni informatiche trovano applicazione lungo tutto il ciclo di vita dei controlli AML, dal riconoscimento iniziale del cliente fino al monitoraggio continuo e alla gestione dei casi.
- Nella fase di onboarding (KYC/KYB), consentono la riconciliazione automatica dei dati identificativi, la validazione incrociata tra fonti AML, commerciali e pubbliche, e l’analisi biometrica per individuare identità sintetiche o “deepfake”, migliorando l’affidabilità della verifica iniziale.
- Durante lo screening e il monitoraggio continuo, permettono lo screening in tempo reale su liste sanzionatorie, PEP e adverse media, con aggiornamenti automatici dei dataset (ad esempio, nuove sanzioni entro 60 minuti), riducendo i tempi di esposizione al rischio.
- Attraverso la “graph analytics” identificano connessioni e schemi complessi tra persone, entità giuridiche, beni e transazioni, evidenziando strutture opache come società di comodo, prestanome o trust. Nelle reti societarie complesse, infatti, la capacità di collegare i datapoint gioca un ruolo decisivo.
- Le frodi più sofisticate — che spesso coinvolgono società di comodo, prestanome e strutture fiduciarie o trust — si basano proprio sulla frammentazione e sulla difficoltà di ricostruire la catena di relazioni.
- Attraverso le tecniche di “graph analytics” come nel “Link Board” di SGR, è possibile rappresentare e analizzare queste connessioni come una rete, mettendo in evidenza i nodi critici e le relazioni indirette tra persone fisiche, entità giuridiche, beni e transazioni. Questo approccio consente di individuare schemi di partecipazione, direzione o beneficiario effettivo che, pur apparendo innocui se osservati isolatamente, rivelano nel loro insieme configurazioni anomale o potenzialmente illecite. In tal modo, il collegamento dei dati diventa uno strumento operativo per svelare strutture opache e supportare valutazioni di rischio più precise e tempestive.