Il contesto normativo e l’esigenza di automazione
Negli ultimi anni, le normative europee in ambito antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo sono diventate sempre più stringenti. Il Regolamento (UE) 2024/1624, parte del pacchetto “AML Package”, introduce ad esempio importanti indicazioni in ambito antiriciclaggio, tra cui una gestione rafforzata della ciclicità delle verifiche sulla clientela. Basato su un approccio di rischio, prevede che i soggetti obbligati, come banche e altre entità finanziarie, effettuino verifiche periodiche e continuative dei clienti in funzione del rischio associato. La frequenza delle verifiche è modulata sulla base della valutazione del rischio e della natura della relazione d’affari.
Gli obblighi di monitoraggio continuo sono rafforzati per individuare eventuali variazioni significative nei profili di rischio dei clienti. Ciò include la raccolta e l’aggiornamento di dati relativi al titolare effettivo e altre informazioni necessarie per garantire una due diligence costante.
Questo ha posto una forte pressione sugli operatori, che devono gestire volumi crescenti di controlli e garantire la conformità a regole sempre più complesse. In tale contesto, l’automazione appare come l’unico approccio efficiente per affrontare i processi complessi e ripetitivi.
L’applicazione di tecnologie avanzate, come l’Intelligenza Artificiale (IA), nell’ambito dell’antiriciclaggio (AML) e della compliance, può rappresentare una svolta significativa per le aziende che operano in un contesto normativo sempre più esigente e stringente.
Anche se l’intelligenza artificiale sembra essere strategica nel processo di ottimizzazione delle procedure AML, è essenziale comprendere i suoi limiti e i suoi punti di forza. Affinché questi strumenti possano esprimere il loro pieno potenziale, è fondamentale comprendere i ruoli distinti e complementari di database e IA, nonché adottare una strategia basata sulla qualità dei dati e sull’automazione mirata.
Il Parlamento Europeo definisce l’IA come
“[…]abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività. L’intelligenza artificiale permette ai sistemi di capire il proprio ambiente, mettersi in relazione con quello che percepisce e risolvere problemi, e agire verso un obiettivo specifico. Il computer riceve i dati (già preparati o raccolti tramite sensori, come una videocamera), li processa e risponde. I sistemi di IA sono capaci di adattare il proprio comportamento analizzando gli effetti delle azioni precedenti e lavorando in autonomia.”*
Quando parliamo di IA nel contesto della compliance, dobbiamo partire da un presupposto fondamentale già menzionato nella definizione del parlamento europeo: l’AI agisce verso un obiettivo specifico ricevendo dati già preparati. l’AI non inventa nuove informazioni. Essa si limita a processare, esaminare, analizzare e correlare i dati già esistenti all’interno di un perimetro definito quale per esempio un catalogo o database.
